Nome: CDTV
Produttore: Commodore
Tipologia: Console multimediale
Anno di uscita: 1991
Versioni esistenti: ce n'è una sola
N. di giocatori: 1 con i giochi propri del CDTV, 4-5 con quelli retrocompatibili dell'Amiga
Dati Tecnici:processore: Motorola 68000 a 7,14MHz
memoria: 1MB condivisa da tutti i componenti
sistema operativo: AmigaOS Kickstart 1.3
lettori: 1 lettore CD funzionante tramite caddy supportante CD audio e Video CD e CD+G
Periferiche:incluso nella confezione solo un joypad a infrarossi
da comprare a parte:Tastiera
Mouse
Lettore floppy esterno
Lista dei giochi da avere:il flop clamoroso di questa macchina fece sì che in formato puramente CDTV vennero pubblicati solamente una decina di titoli, peraltro di qualità media non troppo alta; essi sono:
Battlestorm
The case of the causious condor
Chaos in Andromeda: eyes of the eagle
Fantastic voyage
SimCity
The town with no name
Trivial pursuit: The CDTV edition
Wrath of the demon
Lemmings
il fatto che alla base della macchina ci fosse il nucleo dell'Amiga 500 rende comunque la piattaforma compatibile con tutti i suoi giochi che non richiedono l'espansione di memoria (che è disponibile anche per questa macchina, ma è praticamente impossibile da trovare al giorno d'oggi) ma solo a patto che si compri a parte almeno il lettore floppy esterno

Il Commodore Dynamic Total Vision (al secolo CDTV) fu uno dei più grandi fallimenti commerciali nella storia della Commodore (se non il più grande) e uno dei più grossi nel mondo hardware in generale; il problema è che la macchina presentava caratteristiche interessanti ma la Commodore non seppe farle valere.
Il design del CDTV era palesemente ispirato agli elettrodomestici da salotto come i videoregistratori in quanto è proprio questo tipo di apparecchio che la macchina avrebbe dovuto affiancare; la macchina si presentava con un inedito supporto per i CD audio e un ancor più inedito supporto per i Video CD che all'epoca sembrava dovesse diventare il nuovo standard (ma prima che si potessero diffondere vennero soppiantati dai DVD) rendendo la piattaforma l'antesignano delle console multimediali che abbiamo oggi; nel cuore della macchina pulsava lo stesso processore dell'Amiga 500 ma i suoi componenti tipici dell'home computer quali tastiera e mouse venivano venduti a parte proprio a sottolineare la differenza di target.
Purtroppo quasi tutte le scelte effettuate dalla Commodore all'epoca si rivelarono sbagliate con il risultato che il ciclo vitale della piattaforma fu di appena un anno circa. Nonostante la Commodore avesse realizzato una macchina che poteva interessare gli amanti dell'alta fedeltà, la pubblicità che ne venne fatta fu sempre fatta dal punto di vista puramente 'informatico' e pubblicata su riviste di settore, alienandosi così quel tipo di acquirenti. Di contro la mancanza di componenti fondamentali come mouse e tastiera fecero sì che anche i giocatori si disinteressassero alla macchina, in quanto questi ultimi preferivano aspettare l'immissione in commercio dei lettori CD esterni per i vari Amiga 'classici' per sfruttare i CD piuttosto che comprare un sistema ex-novo che sarebbe risultato inevitabilmente 'monco'. Tra l'altro il sistema operativo di base era già vecchio per l'epoca e non era aggiornabile. A peggiorare la situazione ci pensò il fatto che la Commodore tenne sempre nascosto il fatto che il cuore della macchina era ancora quella dei vecchi Amiga (sul mercato già da qualche anno) con il risultato che le software house non svilupparono videogiochi per il CDTV in quanto non volevano rischiare di dover perdere tempo a imparare un nuovo processo di sviluppo per una macchina che non stava vendendo; non sapevano che potevano tranquillamente utilizzare gli stessi identici tool che già usavano da due anni per i computer casalinghi. Non è finita qui: la Commodore quando realizzò il CDTV ebbe l'infelice idea di adottare il sistema a caddy: i CD (audio o video che fossero) non andavano inseriti direttamente nel lettore, bensì dentro un caddy che era un supporto quadrato realizzato per aumentare la protezione del supporto durante l'uso che andava poi inserito nel lettore. Questo metodo, per quanto potenzialmente interessante, era di fatto scomodo e il mercato già all'epoca si stava muovendo nella direzione opposta, ovvero con lettori che permettevano di appoggiare i dischi direttamente su un carrello scorrevole.
Note e curiosità:- la macchina in Italia riuscì a piazzare comunque un discreto numero di pezzi grazie al fatto che la Commodore lo diffuse abbinato ad una versione multimediale dell'enciclopedia della Grolier con la quale l'azienda aveva stretto un accordo, rappresentando di fatto, un'opportunità mancata. Nonostante il fallimento praticamente istantaneo della macchina, l'enciclopedia multimediale è stata distribuita aggiornata annualmente per circa 5 anni.
- i CD+G erano dei dischi che potevano essere riprodotti su qualunque lettore CD come dischi audio ma che se riprodotti da appositi lettori (come per l'appunto il CDTV) potevano riprodurre anche immagini; praticamente si trattava di una via di mezzo tra i CD audio e i CD video e trovò il principale impiego nei karaoke
fonte